27 gennaio, Giornata della memoria

«Ad Auschwitz ho visto morire tutti quanti. Ho perso mio papà. mia sorella, tutti. Ero un ragazzino, mi sentivo annientato. Ho compreso dieci anni fa il potere consolatorio della memoria e l’importanza di testimoniare, mentre accompagnavo un gruppo di studenti ad Auschwitz-Birkenau. Per ogni passo che facevo , in un posto in cui avevo vissuto la tragedia, mi tormentavo con la domanda “Perché proprio io?”. La risposta l’ho trovata negli occhi dei ragazzi che mi ascoltavano, nelle mani di una di loro, che mi ha preso la faccia e mi ha detto “Sei arrivato fino a noi per raccontarcelo”. Perché mai più si verifichi questa tragedia: è il mio compito, la mia missione. Sono stato scelto per dirvi che quando noi non ci saremo, ci sarete voi. Questa è la mia speranza». 

Queste le parole di Samuel Modiano, 90 anni, uno dei pochi sopravvissuti dell’Olocausto. Aveva solo 8 anni quando venne deportato ed è ancora un attivo testimone della Shoah. Continuiamo a tramandare la memoria, per non dimenticare mai.

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