Paese che vai tradizione che trovi

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Le festività natalizie vengono celebrate, in chiave religiosa o laica, in quasi tutto il mondo. Ogni nazione, ogni regione, ogni città ha, però, le proprie usanze. Da scoprire in questo viaggio immaginario nelle epoche e nei luoghi.

Natale: Paese che vai, tradizione che trovi. La festività più partecipata dell’anno si declina, nei suoi aspetti pagani e religiosi, in modalità e ritualità diverse a seconda del luogo in cui viene vissuta. La festa è di tutti, certo, ma ogni nazione, ogni città, ogni rione, persino ogni famiglia la celebra a modo suo.
L’origine di Babbo Natale
La leggenda racconta che san Nicola regalò una dote a tre fanciulle povere affinché potessero andare spose e aiutò anche dei bimbi bisognosi. Ecco perché nell’Europa del centro-nord e in molte zone d’Italia (Alto Adige, Trieste e i porti dell’Adriatico) il Natale si festeggia il 6 dicembre, giorno dedicato al santo. Venerato in tutto il mondo, da cattolici e ortodossi, san Nicola nacque in Turchia intorno al 270 da una ricca famiglia, venne ordinato sacerdote e poi vescovo. Fu sepolto nell’antica città di Myra. Le sue reliquie vennero trafugate nel 1087 da alcuni marinai baresi e ancora oggi sono conservate nella cattedrale di Bari.
Noto per la sua prodigalità e misericordia, divenne nell’immaginario colui che porta doni ai bambini meritevoli: Santa Claus nelle nazioni anglosassoni, Nikolaus in Germania, Babbo Natale nei Paesi latini. Le fattezze di quest’ultimo derivano dalla poesia A visit from St. Nicholaus, in cui l’autore, Clement Clarke Moore, lo descrive con il classico abito rosso bordato di bianco e la lunga barba, proprio come lo raffiguriamo noi oggi. Alcune località alpine, come Svizzera, Austria, Alto Adige, lo ritraggono, invece, accompagnato da un personaggio chiamato Krampus, una sorta di diavolo che porta cenere e carbone a chi non si è comportato a dovere.
Magica Novena
I Natali anticipati sono una delle tradizioni popolari più belle da riscoprire. Così, dopo il 6 dicembre di san Nicola, c’è la Novena di Natale – che forse oggi ha perso un po’ la sua funzione storica, ma che in alcune comunità viene ancora vissuta con partecipazione – una forma di devozione che ci porta subito dentro la grande festa della nascita di Gesù. Non si tratta di una preghiera ufficiale della Chiesa, ma rientra tra le pratiche popolari. Come suggerisce il nome, si celebra nei nove giorni precedenti la solennità natalizia, dal 16 al 24 dicembre, e include vari testi che aiutano i fedeli a prepararsi spiritualmente alla natività, in molti casi con l’ausilio della musica. Ancora oggi è una delle rappresentazioni che raccontano davvero la storia di un luogo e di una comunità.
La Novena viene annoverata tra i pii esercizi che, come racconta il teologo Jesús Castellano, «si sono sviluppati nella pietà occidentale del Medioevo e dell’epoca moderna per coltivare il senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i santi, in un momento in cui il popolo rimaneva lontano dalle sorgenti della Bibbia e della liturgia o in cui, comunque, queste sorgenti rimanevano chiuse e non nutrivano la vita del popolo cristiano».

Il seguito sulla rivista.

di Gianni Di Santo

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