I pannolini e la “lezione” del Coronavirus

Cosa c’è da imparare da un virus che sta contagiando migliaia di persone e facendo il suo bottino di morti? A pensarci bene tante cose. E da punti di vista diversi. Il primo riguarda la globalizzazione, la velocità con cui siamo interconnessi, nel bene e nel male. Non bastano barriere, fisiche e mentali. I Paesi, che ci piaccia o meno, sono molto più vicini di un tempo e, nello spazio di un attimo, un posto sconosciuto della periferia della Cina diventa nome temuto dall’altra parte del mondo. In secondo luogo ci insegna che, per combattere il male, occorre cooperare: sotto il piano delle informazioni, delle misure di sicurezza, della fiducia gli uni negli altri, della tra- sparenza. E poi ancora ci dice che è la scienza e non i pregiudizi a trovare la soluzione. Che lo studio, la ricerca, la passione portano a dei risultati. Anche quando si è precari nel laboratorio di un grande ospedale, come è accaduto per la giovane ricercatrice italiana che ha contribuito a isolare il virus.

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