E per il nuovo anno? «Fai pace col cervello»

Quante volte vi sarà capitato di dirlo o di pensarlo. Rivolto, di sicuro, a qualcun altro. Magari nel mezzo di una lite.

Annachiara Valle

A inizio anno, invece, proviamo a rivolgere a noi stessi questa frase. E non come invettiva o accusa, ma come auspicio. Auguriamo a noi stessi maggior coerenza nelle azioni e nel pensiero. Ricordiamocele, queste parole, quando ci lamentiamo per l’evasione fiscale, ma poi non vogliamo mettere un argine all’uso del contante che quell’evasione agevola. Oppure quando sgommiamo in autostrada andando ben al di sopra del limite di velocità e lampeggiando al malcapitato di turno. Pronti, però, a puntare il dito contro i “pirati” delle quattro ruote e a invocare pene più severe per l’omicidio stradale. Teniamole a mente quando urliamo «porti chiusi» e chiediamo l’espulsione degli stranieri, ma poi affidiamo i cari della nostra famiglia che hanno bisogno a badanti che non sono del nostro Paese.
Stampiamole nella memoria quando vogliamo difendere a tutti i costi le radici cristiane, ma poi non andiamo neppure a messa e non sappiamo cosa sia la carità… Insomma, per il nuovo anno, l’augurio è quello di riuscire a mettere in sintonia i nostri comportamenti privati e le nostre idee pubbliche, quello che vogliamo da noi stessi e quello che chiediamo agli altri.

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di Annachiara Valle [email] 

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